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mercoledì 20 maggio 2020

RIPRESA DEI CORSI DI TOMBOLO A POZZUOLI (NA)

La primavera del 2020 rimarrà nei libri di storia, nessuno poteva immaginare quello che è successo.
Il COVID-19 ci ha cambiato la vita. Per più di due mesi abbiamo vissuto in quarantena chiusi in casa.
Ma la passione per il merletto a fuselli ha aiutato molti di noi a trascorrere in maniera amena questi giorni  e la tecnologia ci ha fatto rimanere in contatto anche se lontani fisicamente.
Ora, avendo una sede operativa tutta nostra possiamo riprendere gli incontri  rispettando tutte le normative vigenti di distanziamento e di sanificazione.
Il merletto a fuselli è un arte antica che va tramandata e noi NON ci fermiamo|


Per informazioni e appuntamenti potete chiamare al 3336574899 o scrivere a : info@tombolonapoletano.it 

domenica 19 aprile 2020

COLOMBA PASQUALE CON LIEVITO MADRE


Una colomba leggera come una nuvola e con un profumo....mmmmmmm.
Quest'anno il tempo non mi è mancato.....Ha una lavorazione abbastanza lunga, ma vi assicuro che ne vale la pena.
FONDAMENTALE è avere una PLANETARIA, altrimenti non garantisco il risultato


MIX DI AROMI
La scorza di 1 arancia non trattata e la scorza di 1 limone non trattato
1 bacca di vaniglia 
20 gr di miele di acacia 

Mettete in una ciotolina il miele, la buccia grattugiata dell’arancia, di limone e i semini interni della bacca di vaniglia. Mischiate tutto per bene, coprite con pellicola, e lasciate riposare a temperatura ambiente.


PER LA GLASSA
albume 60 gr (2 uova)
mandorle 30 gr
nocciole 20 gr
zucchero semolato 120 gr
fecola di patate 10 gr

Mettete le mandorle, le nocciole, lo zucchero semolato, la farina di mais e la fecola in un frullatore e frullate tutto assieme fino ad ottenere una farina.

Sbattete leggermente gli albumi con una forchetta e aggiungete, mescolando per bene, il mix di frutta secca e zucchero frullati assieme. Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigorifero.



PER DECORARE
mandorle non sbucciate 40 gr
granella di zucchero 50 gr

Rinfrescate il lievito madre un paio di volte a distanza di qualche ora, poi aspettate 3 ore dall'ultimo rinfresco prima di utilizzarlo, in questo modo sarà al massimo della maturazione

Ingredienti Primo impasto:

150 gr di lievito madre
70 gr di zucchero
50 gr di tuorli
100 ml di acqua
70 gr di burro
250 gr di farina 0


Sciogliete il lievito madre in una ciotola con l’acqua appena tiepida
Aggiungete lo zucchero e metà dei tuorli e impastate per 5 minuti
Aggiungete la farina e continuate a lavorare l'impasto
Quando il composto sarà ben legato, unite i tuorli restanti e aggiungete il burro ammorbidito
Continuate ad impastare fino a che l’impasto risulta di nuovo asciutto
L'impasto dovrà "incordarsi" e staccarsi completamente dalle pareti della ciotola, ci vorranno circa 45 minuti
Coprite l’impasto così ottenuto e mettetelo a lievitare in forno spento con la luce accesa per 12 ore


Ingredienti Secondo Impasto

primo impasto
70 gr di zucchero
25 ml di acqua
50 gr di tuorli
150 gr di farina 0
4 gr di sale
70 gr di burro


Dopo la lievitazione, aggiungete al primo impasto il mix di aromi, lo zucchero, l’acqua e metà dei tuorli
Iniziate a lavorare poi aggiungete la farina ed i restanti tuorli.
Aggiungete il sale, il burro ammorbidito e continuare a lavorare
In tutto ci vorranno circa 45 minuti, tempo in cui l'impasto si incorderà ben bene.
L'impasto dovrà essere elastico e staccarsi dalle pareti della ciotola
Ora rovesciatelo su una spianatoia infarinata e fate riposare per 40 minuti.
Dividete l’impasto in 3 parti: una più grossa per il corpo della colomba e la pasta rimanente in due parti uguali per le ali.
Avvolgete ogni pezzo delicatamente come ad ottenere dei cilindri
Mettete il pezzo più grande al centro dello stampo ed i due più piccoli, le due ali, ai lati.


Lasciate lievitare in forno spento con la luce accesa per circa 12 ore (alla mia sono bastate poco meno di 8 ore)


Versate la glassa ottenuta sulla colomba
Poi decorate con mandorle e granella di zucchero


Infornate a forno pre-riscaldato a 180 e cuocete per 50-60 minuti



Lasciate raffreddare la colomba completamente a testa in giù:
la colomba va infilzata con i ferri, poi capovolta appoggiando i ferri su dei libri, ad esempio.



 Servite la colomba di Pasqua il giorno dopo!









lunedì 13 aprile 2020

PIZZA AL FORMAGGIO UMBRA con lievito madre


 
Era il mese di maggio del 2019, al Rione Terra di Pozzuoli......eravamo tutte insieme dal nord al sud....eravamo serene e felici.
Ed era la prima volta che veniva a Pozzuoli la mamma di Anna Lisa Piccioni, la Sig. Lina, e portò la pizza al formaggio umbra.
Ora siamo distanti, ma vicine.
Anna Lisa ha pubblicato su Facebook la ricetta della mamma, io l'ho fatta con il mio lievito madre dopo aver cercato un po in giro sul web per le opportune modifiche.
Questa la mia versione 

INGREDIENTI

250 gr di pasta madre solida (rinfrescata 3-4 h prima)
400/425 gr di farina di forza (io ho usato la MANITOBA)
150 gr di parmigiano grattugiato
150 gr di pecorino grattugiato (il mio era romano)
250 gr di gruviera
50 gr di olio Evo
30 gr di strutto
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe
5 uova intere
100 ml di latte

Procedimento:
Iniziamo col preparare la pastella composta dai formaggi grattugiati e dalle uova, con sale, pepe e grassi (olio e strutto). Mescolate e lasciate riposare un poco così che si insaporisce.
Intiepidite leggermente il latte e fateci sciogliere la pasta madre, utilizzando la foglia della planetaria.
Una volta sciolto aggiungete alternando farina e pastella, sempre solo dopo che si è assorbito bene. Impastate fin quando non si incorda. Il composto ora è molto morbido e appiccicoso.
Prendetelo e rovesciatelo possibilmente su un ripiano di marmo o di vetro, così da non aggiungere ulteriore farina. Allargatelo con le mani, inserite i formaggi tagliati a cubetti e fate una sorta di piega per inglobarli.
Coprite con una ciotola a campana e fate riposare per 30 minuti.
Passato questo tempo, fate 3 pieghe a distanza di 10 minuti una dall'altra.
Prendete gli stampi da panettone da 1 kg. (non li avevo, né potevo comprarli, e non posso mostravi la foto, allora ho usato una teglia rotonda antiaderente del diametro di 28 cm., unta, per dolci).
Prendete l’impasto dopo l’ultima piega e inseritelo nello stampo, coprite con carta trasparente e attendete il raddoppio (io l’ho messo nel forno con un pentolino di acqua bollente per velocizzare la lievitazione).

Una volta raddoppiato, preriscaldate il forno a 200° e posizionate sul fondo un pentolino con acqua.
Raggiunta la temperatura infornate e lasciate il pentolino per 30 minuti circa, attenzione che non finisca l’acqua nel pentolino prima.
Continuate la cottura per altri 25-30 minuti. Se notate che la cupola diventa troppo colorita, copritela con della carta da forno.
Per assicurarvi che sia cotto, fate la classica prova stecchino, deve risultare asciutto (ovviamente la parte col formaggio sarà morbida). Ed ecco pronta la nostra Pizza al formaggio Umbra con pasta madre!!
Togliete dal forno e coprite con un canovaccio, mantenete la giusta umidità e rendiamo la crosta morbida e delicata.
Dopo 1 o 2 giorni risulterà ancora più saporita!




Così ieri a pranzo, nel nostro antipasto, Pozzuoli chiamava Deruta!!!!! 


venerdì 10 aprile 2020

ZUPPA DI COZZE- tradizione del giovedì santo



La zuppa di cozze con salsa forte di peperoni è un piatto tipico della cucina tradizionale napoletana. Un piatto povero nato nelle cucine reali di un sovrano napoletano. In passato veniva consumata nel tardo pomeriggio del giovedì santo prima dello “struscio”, una passeggiata in forma pomposa caratteristica di quella giornata. In pratica era la visita ai “sepolcri” allestiti nelle chiese, ma fino alla prima metà del Novecento assumeva un carattere di solennità. Un rituale molto articolato che partiva dallo sfoggio del “vestito nuovo” e diventava occasione di socializzazione e incontro.
 Le sue origini sono storico-romanzate più che frutto di una leggenda. Infatti i protagonisti di questa storia sono assolutamente coerenti con il loro vero carattere nella vita di tutti i giorni.
Primo fra tutti, Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli dal 1759 al 1816, con qualche interruzione. È famoso anche come il re lazzarone o il re nasone. E per non farsi mancare nulla anche come Ferdinando I delle Due Sicilie e Ferdinando III di Sicilia.
Quindi era uno ma diventava trino anche quando si metteva a tavola. Era un pozzo senza fondo. La sua voracità era causa di continue e disastrose indigestioni e coliche. Era ghiotto di tutto ma pare lo fosse in maniera particolare dei frutti di mare. Abitualmente li pescava lui stesso. Nei laghi Patria e Fusaro quelli più pregiati. Sugli scogli di Posillipo e Marechiaro quelli più comuni. E persino, non è una leggenda, cercava di vendere qualcosa a prezzi maggiorati. Insomma una sorta di Masaniello del XVIII secolo. Da buona forchetta non si limitava a rimpinzarsi soltanto ma esigeva ricette molto elaborate. Di conseguenza un piatto povero come la zuppa di cozze con ingredienti quali salsa forte di peperoni, aglio, olio, prezzemolo e pomodoro, mancava dei requisiti essenziali per arrivare sulla tavola del re. Invece, ironia della sorte, vi arrivò ideata dal re stesso. Una misura necessaria per non irritare padre Gregorio Maria Rocco. Il domenicano che gli aveva “intimato” di limitare la sua voracità almeno nella settimana santa.
Ferdinando era a suo modo molto religioso per cui non avrebbe mai trasgredito a cuor leggero agli obblighi del buon cristiano. Tanto più se questi obblighi gli venivano ricordati da padre Rocco che non era un monaco qualunque. Secondo Alessandro Dumas: a Napoli era più potente del sindaco, dell’arcivescovo e del re stesso.
Ferdinando era amante del quieto vivere e rifuggiva qualsiasi inutile contrasto per cui mai si sarebbe contrapposto al domenicano. D’altro canto un’intera settimana di sia pur limitata astinenza era una prova troppo dura per un epulone come lui. Si inventò quindi una soluzione di compromesso: ordinò ai suoi cuochi di “impoverire” per quella settimana i suoi sontuosi manicaretti. Tra questi una ricetta che aveva ideato lui stesso con le cozze che andava a pescare sugli scogli di Posillipo: le cozzeche dint’ ’a connola,(le cozze nella culla). La culla era un grosso pomodoro di Sorrento imbottito con cozze e un raffinato impasto ad hoc.
Per il giovedì santo i cuochi rimossero i mitili dalla ricca culla e li collocarono in una più modesta zuppa. Eppure il risultato fu superiore a qualsiasi aspettativa. Ferdinando ne fu entusiasta e come era sua abitudine trasmise questo entusiasmo ai nobili e ai funzionari di corte. Non alla regina Maria Carolina che detestava la cucina napoletana, pizza compresa. Ben presto il successo travalicò le mura del Palazzo e arrivò anche alla borghesia. Infine al popolo che però dovette accontentarsi di un surrogato: le lumache presero il posto delle più costose cozze nella identica zuppa. 
Per assaggiare la zuppa di cozze a Napoli  comunque non c’è bisogno di aspettare la settimana santa. Vi sono dei ristoranti tipici che, così come l’impepata di cozze, la servono tutti i giorni dell’anno. I più famosi si trovano nella zona della Ferrovia tra Porta Capuana e Porta Nolana ma è possibile trovarne diversi anche in altri punti della città.
Gli ingredienti che compongono la ricetta della zuppa di cozze alla napoletana sono pochi e semplici: cozze, pelati, aglio prezzemolo,salsa forte di peperone.

Queste le quantità per sei persone:Cozze 3 kg.,Pomidori pelati 6 etti,4 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva extravergine prima spremitura a freddo,pane biscottato o "freselle" spezzettate 6 etti,salsa forte di peperoni (‘o rrusso) 1 etto e mezzo,1/2 bicchiere di vino bianco secco,un gran ciuffo di prezzemolo lavato asciugato e tritato finemente,sale fino q.s.pepe nero macinato a fresco q.s.procedimento

PROCEDIMENTO

Lavare e spazzolare decisamente le cozze eliminando bisso ed incrostazioni; sistemarle in un ampio tegame "incoperchiato" con il trito di 2 agli mondati , senza aggiungere acqua o altro liquido ed a fuoco vivace farle aprire aggiungendo alla fine poco pepe nero macinato a fresco; prelevare dalle valve i frutti (2/3 del totale) sistemandoli in una terrina coperti con il liquido che le cozze, aprendosi avranno prodotto; tale liquido dovrà essere filtrato con un colino di garza a trama fitta per trattenere eventuali impurità.In un altro tegame fare dorare nell’olio altri due spicchi di aglio tritato, unire i pomodori pelati tagliati a pezzi, allungare con il mezzo bicchiere di vino e fate cuocere il tutto per dieci minuti, dopodiché aggiungere i mitili sgusciati e quelle con il guscio, con il loro liquido rilasciato precedentemente filtrato, e far restringere il sugo a fiamma vivace per cinque minuti. Sistemare sul fondo di ciotole possibilmente di coccio il pane biscottato o le freselle spezzettate e versarvi la zuppa cospargendo ogni porzione con il trito di prezzemolo ed irrorandole a filo con la salsa forte di peperone sciolta in un pentolino a fuoco dolce. 

Vini consigliati: secchi e profumati bianchi campani (Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.



lunedì 23 marzo 2020

Cornetti sfogliati con pasta madre



Giornate strane.....Scorrono via e ti senti con la testa vuota.
E allora che si fa? Si impasta, e la mia pasta madre ha ripreso vigore come non mai.
Sabato 21 marzo, Primavera, mi sono svegliata con un'idea e l'ho messa in pratica: preparare cornetti sfogliati o croissant con la pasta madre. 
Ho cercato on line, ma "a naso" in ogni ricetta che trovavo c'era qualcosa che non mi piaceva, così ho preso un pò di qua e un pò di là nel web ed il risultato è stato STREPITOSO!
Cornetti sfogliati croccanti fuori e morbidi dentro con un profumo.....mmmmmm.....ve lo lascio immaginare!
Questo il procedimento che ho seguito e le dosi. Sulla forma devo lavorarci, ma per il resto MAGNIFICI 

INGREDIENTI
530 gr di farina 0
150 gr di lievito madre
110 gr di zucchero (semolato)
35 gr di burro ( io ho usato quello BBBuono  danese che si trova facilmente)
2 tuorli d'uovo
200 ml di acqua
60 ml di latte
8 gr di sale
1 fialetta di essenza di limone (o la scorza grattugiata di 1 limone)

Per la Sfogliatura:
250 gr di burro(io ho usato quello BBBuono  danese che si trova facilmente)

Per Spennellare:
1 albume (d'uovo)
1 cucchiaio di zucchero (semolato)

PROCEDIMENTO

Rinfrescate la pasta madre: per questa ricetta occorrono 150 grammi di pasta madre rinfrescata, quindi partite con 100 grammi di lievito madre lievitato, rinfrescato con 100 grammi di farina (lo stesso peso del lievito) e 50 grammi di acqua (la metà del lievito).
Appena la pasta madre è pronta per essere utilizzata preparate la biga, sciogliendola in 200 ml di acqua con una forchetta, ed unite 300 grammi di farina e lavorate il tutto per ottenere un panetto compatto che metterete a lievitare per 30 minuti nel forno spento.

Dopo la lievitazione della biga potrete procedere alla preparazione dei cornetti sfogliati: mettete il resto della farina nella ciotola di una planetaria con lo zucchero, il latte, il sale, il burro fuso e raffreddato. Quindi aggiungete la biga, lavorate ed infine unite i tuorli d'uovo sbattuti e l'aroma di limone (ho usato la buccia di limone grattugiata).
Lavorate l'impasto per circa 15 minuti con la planetaria (oppure procedete a mano con molta energia), fermando ogni tanto la lavorazione e staccando l'impasto dal gancio per poi riprendere ancora a lavorare. Quando l'impasto è liscio e durante la lavorazione si stacca bene dalle pareti della ciotola, agganciandosi al gancio, formate una palla, mettetelo in una ciotola coperto con la pellicola per alimenti e lasciatelo riposare per un'oretta.
Riprendete l'impasto, sgonfiatelo ed avvolgetelo nella pellicola per alimenti, quindi riponetelo in frigorifero a riposare per 4 ore.


SFOGLIATURA

Prendete il panetto di burro, lasciatelo a temperatura ambiente per una mezz'oretta (dovrà essere lavorabile senza ammorbidirsi troppo), sistematelo tra due fogli di carta forno e, con un matterello, stendetelo in una sfoglia rettangolare.
Riprendete la pasta dal frigorifero e stendetela in un rettangolo un po' più  alto della sfoglia di burro e larga il doppio, sistematevi al centro il panetto di burro ed appiattitelo. Chiudete poi la sfoglia di pasta prima dal lato sinistro, quindi dal lato destro ed assottigliate poi il tutto con un mattarello ottenendo una sfoglia dello spessore di 1 cm.




Una volta che avrete steso l’impasto fino ad ottenere un rettangolo lungo 60 cm, dovrete eseguire la prima piega a 3. Portate il lato superiore del rettangolo a 2/3 della lunghezza e sovrapponete la parte inferiore in modo da ottenere 3 strati. Assicuratevi che le parti laterali siano ben chiuse, quindi avvolgete l’impasto nella pellicola e ponete in frigorifero a riposare per 1 ora.

                         

In questo tipo di impasto la fase di riposo fra un giro e l’altro è molto importante. Ciò servirà a far stabilizzare il burro fra un giro e l’altro e far rilassare il glutine, rendendo così l’impasto più lavorabile. Trascorso il tempo di riposo della prima piega, riprendete l’impasto e stendete nuovamente la pasta a forma di rettangolo, stavolta lungo 50 cm. Procedete nuovamente con una piega a 3 e riponete l’impasto in frigo avvolto in pellicola per un’altra ora.
Dopo il secondo tempo di riposo relativo alla seconda piega, riprendete l’impasto ed eseguite una terza piega a 3 su un rettangolo lungo 50 cm. Quindi riponete tutto in frigorifero e fate riposare per almeno un’altra ora prima di stendere e formare i vostri CORNETTI
Dividete l’impasto a metà e con il mattarello stendete una sfoglia larga circa 20 cm e dello spessore di mezzo centimetro (se volete dei croissant più piccoli dividete l’impasto in tre parti e stendete delle sfoglie più strette).

Rifilate le estremità della striscia di pasta e ritagliate con la rotella una serie di triangoli isosceli, alle estremità vi rimarranno due triangoli rettangoli che potrete unire al centro per formare un’altro triangolo isoscele
Incidete ogni base con un taglietto perpendicolare alla base, farcite con un cucchiaino di crema al cioccolato, marmellata o con quello che più vi piace. Iniziate ad arrotolare ogni triangolo partendo dalla base per terminare alla punta, poi girate le punte laterali del cornetto leggermente verso l'interno, per dare ai cornetti sfogliati una forma più tondeggiante.(diciamo che bisogna prenderci la mano….i miei sembravano più saccottini).





Sistemare man mano i cornetti su una teglia rivestita con della carta da forno e mettete i cornetti a lievitare nel forno chiuso spento per l'intera nottata. Al mattino seguente togliete i cornetti dal forno e preriscaldatelo a 200°.


SPENNELLATURA

 Spennellate i cornetti con l'albume d'uovo sbattuto con lo zucchero ed infornateli per 10 minuti, quindi abbassate la temperatura a 180° e proseguite la cottura per altri 15/20 minuti circa (dipende dalla grandezza dei cornetti). 



A fine cottura i cornetti dovranno risultare ben dorati.
I cornetti sfogliati con lievito madre sono pronti, lasciateli intiepidire e serviteli.


Domenica 22 marzo 2020 i miei cari hanno fatto un ottima colazione ;)
Naturalmente questa ricetta si può fare anche con il lievito di birra....ma i tempi saranno moooolto più brevi e il sapore....non garantisco ;)                                           


martedì 18 febbraio 2020

UN MERLETTO PER VENEZIA - COMUNICATO STAMPA


Comunicato stampa. Burano, venerdì 14 febbraio 2020

UN MERLETTO PER VENEZIA
Premiazione VI Edizione Concorso nazionale


Premiate oggi nel Museo del Merletto di Burano le opere selezionate nella
VI edizione del concorso nazionale Un Merletto per Venezia, promosso da
Fondazione Musei Civici e Fondazione Andriana Marcello. Istituito anche un
premio speciale intitolato alla memoria di Emma Vidal, consegnato da
Mariacristina Gribaudi.
Il merletto è arte antica a Burano, praticata con saggezza e sapienza
ancora oggi da mani di donne che raccontano così anche la lunga strada
verso il riconoscimento economico e sociale del mondo femminile. È
un'arte per la quale si è chiesto il riconoscimento UNESCO di Patrimonio
Immateriale, per la sua salvaguardia e la sua rinascita. In questo percorso
è inserito il concorso Un Merletto per Venezia, preludio della Biennale del
Merletto che si terrà sempre nel Museo di Burano, dal 14 al 28 giugno
2020.
Oggi nel Museo del Merletto, nell'incantevole isola lagunare, sono state
premiate con un attestato le opere selezionate tra le tante proposte giunte
da tutta Italia.
E' stato assegnato anche un premio speciale, intitolato a Emma Vidal,
storica merlettaia buranella che proprio il 14 febbraio compiva gli anni. Il
premio è stato consegnato da Mariacristina Gribaudi, Presidente della
Fondazione Musei Civici, che nel 2017 aveva consegnato alla stessa Emma
il premio Venezia Città delle Donne, progetto culturale della Fondazione
MUVE per valorizzare la vita e il lavoro delle donne e in particolare le
figure femminili che hanno lasciato un segno nel presente e nella storia di
Venezia. Emma Vidal è mancata poco meno di un anno fa, era il 14 giugno
2019, all'età di 103 anni. Aveva frequentato giovanissima la scuola del
Merletto di Burano, fondata nel 1872 dalla contessa Andriana Marcello e
dal 1981 sede del Museo del Merletto.
In occasione della premiazione, nell'ambito delle iniziative di Venezia
Città delle Donne, è stato inoltre presentato in anteprima il trailer di
Emma Vidal. Una vita sul filo del merletto, video documentario prodotto
dall'associazione Arte-Mide che sarà proposto in forma integrale durante
la prossima Biennale del Merletto.
Il tema di questa edizione di Un Merletto per Venezia era "Il Cielo", termine
suggestivo dalle diverse possibili declinazioni, dall'astronomia alla
spiritualità. Nella giornata di premiazione è stato svelato anche il tema
della prossima edizione: il cambiamento climatico.

venerdì 7 febbraio 2020

Venezia” VI edizione - Premiazione delle opere vincitrici



Venezia” VI edizione _ Premiazione delle opere vincitrici Venerdì 14 febbraio 2020, ore 12.00 Burano, Museo del Merletto Ingresso su invito fino esaurimento posti disponibili .
 La Fondazione Musei Civici di Venezia con il Museo del Merletto di Burano, in collaborazione con la Fondazione Andriana Marcello, presentano i risultati del VI Concorso nazionale di merletto ad ago e di merletto a fuselli, svoltosi nei mesi scorsi, dedicato al tema “Il Cielo”.
 Un tema che è stato visto in maniera letterale, da chi lo ha rappresentato visto da una finestra o da una mongolfiera o nelle sue naturali manifestazioni, lo scorrere delle nuvole, l’aurora boreale; oppure nella sua accezione simbolica o mitologica o per il suo ruolo nelle tradizioni etniche.
 Il livello della qualità artistica e tecnica anche in questa VI edizione si è rivelato sempre alto. Non deve ingannare che alcuni manufatti possano sembrare banalizzati da sperimentazioni ludiche o provocazioni intellettuali: nel complesso i manufatti inviati raggiungono vette artistiche che confortano. L’iniziativa coglie l’opportunità di proseguire le azioni di tutela, conservazione e valorizzazione promosse dalle istituzioni del territorio nei confronti di una tradizione pluri-secolare dall’alta valenza artigianale come quella del merletto, un’arte indissolubilmente legata alla storia e al costume della laguna veneta, in particolare dell’Isola di Burano e oggi più che mai a rischio. Durante la cerimonia è previsto un premio in ricordo di Emma Vidal, la decana delle merlettaie di Burano, scomparsa nel giugno 2019 e che proprio il 14 febbraio avrebbe compiuto 104 anni.
 L’evento prevederà anche la proiezione del trailer del video realizzato da Arte-Mide, dal titolo Una vita per il merletto. Emma Vidal. Il video integrale sarà proiettato dal 14 al 28 giugno 2020, in occasione della terza edizione nella Biennale del Merletto. La proiezione si inserisce nell’ambito del progetto culturale Venezia Città delle Donne.