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domenica 31 marzo 2024

La leggenda della Pastiera Napoletana




Narra la leggenda che la sirena Partenope, simbolo della città di Napoli, vivesse nel Golfo disteso tra Posillipo ed il Vesuvio.

 Emergeva durante la primavera per salutare le genti felici che lo popolavano, allietandole con canti di gioia. La gente adorava la sirena.

Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati.  Allora  per ringraziarla, sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnarle i doni derivanti dalla natura: la farina, la ricotta, le uova, il grano tenero, l'acqua di fiori d'arancio, le spezie e lo zucchero. 

Si narra che la dolce sirena depose le offerte preziose ai piedi degli dei. Quest'ultimi riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera.

Si racconta che Maria Teresa d'Asburgo-Teschen, seconda moglie di re Ferdinando II di Borbone, soprannominata la Regina che non sorride mai, cedendo alle insistenze del marito,  assaggio una fetta di pastiera. Finalmente non poté far a meno di sorridere, e da qui nasce il termine "magnatell'na risata"(tipico detto partenopeo che sollecita le genti alla ilarità).


Il Magnifico Press 



 

venerdì 23 febbraio 2024

L' Associazione Tombolonapoletano su RAI1


 Grande orgoglio !!!!!!!!!!!!!!!!! E' possibile vedere tutta la puntata su Raiplay 

 


sabato 12 novembre 2022

Il nostro STAND a CREATTIVA NAPOLI 2022

 Ecco lo stand di quest’anno a CREATTIVA NAPOLI!

Lo dedichiamo a Bianca Rosa Bellomo che, con le sue ricerche, ha ritrovato e ripubblicato le “40 TAVOLE di Merletti Napoletani” di Gioacchino Toma .

Tavole su cui stiamo lavorando da più di 10 anni .

Abbiamo immaginato la camera dove ha soggiornato il Toma a Napoli, adornandola con alcuni merletti che abbiamo eseguito in seta e filato 





sabato 2 gennaio 2021

L'associazione TOMBOLOnapoletano compie 10 anni

 





Per informazioni e appuntamenti potete chiamare al 3336574899 o scrivere a : info@tombolonapoletano.it 

domenica 19 aprile 2020

COLOMBA PASQUALE CON LIEVITO MADRE


Una colomba leggera come una nuvola e con un profumo....mmmmmmm.
Quest'anno il tempo non mi è mancato.....Ha una lavorazione abbastanza lunga, ma vi assicuro che ne vale la pena.
FONDAMENTALE è avere una PLANETARIA, altrimenti non garantisco il risultato


MIX DI AROMI
La scorza di 1 arancia non trattata e la scorza di 1 limone non trattato
1 bacca di vaniglia 
20 gr di miele di acacia 

Mettete in una ciotolina il miele, la buccia grattugiata dell’arancia, di limone e i semini interni della bacca di vaniglia. Mischiate tutto per bene, coprite con pellicola, e lasciate riposare a temperatura ambiente.


PER LA GLASSA
albume 60 gr (2 uova)
mandorle 30 gr
nocciole 20 gr
zucchero semolato 120 gr
fecola di patate 10 gr

Mettete le mandorle, le nocciole, lo zucchero semolato, la farina di mais e la fecola in un frullatore e frullate tutto assieme fino ad ottenere una farina.

Sbattete leggermente gli albumi con una forchetta e aggiungete, mescolando per bene, il mix di frutta secca e zucchero frullati assieme. Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigorifero.



PER DECORARE
mandorle non sbucciate 40 gr
granella di zucchero 50 gr

Rinfrescate il lievito madre un paio di volte a distanza di qualche ora, poi aspettate 3 ore dall'ultimo rinfresco prima di utilizzarlo, in questo modo sarà al massimo della maturazione

Ingredienti Primo impasto:

150 gr di lievito madre
70 gr di zucchero
50 gr di tuorli
100 ml di acqua
70 gr di burro
250 gr di farina 0


Sciogliete il lievito madre in una ciotola con l’acqua appena tiepida
Aggiungete lo zucchero e metà dei tuorli e impastate per 5 minuti
Aggiungete la farina e continuate a lavorare l'impasto
Quando il composto sarà ben legato, unite i tuorli restanti e aggiungete il burro ammorbidito
Continuate ad impastare fino a che l’impasto risulta di nuovo asciutto
L'impasto dovrà "incordarsi" e staccarsi completamente dalle pareti della ciotola, ci vorranno circa 45 minuti
Coprite l’impasto così ottenuto e mettetelo a lievitare in forno spento con la luce accesa per 12 ore


Ingredienti Secondo Impasto

primo impasto
70 gr di zucchero
25 ml di acqua
50 gr di tuorli
150 gr di farina 0
4 gr di sale
70 gr di burro


Dopo la lievitazione, aggiungete al primo impasto il mix di aromi, lo zucchero, l’acqua e metà dei tuorli
Iniziate a lavorare poi aggiungete la farina ed i restanti tuorli.
Aggiungete il sale, il burro ammorbidito e continuare a lavorare
In tutto ci vorranno circa 45 minuti, tempo in cui l'impasto si incorderà ben bene.
L'impasto dovrà essere elastico e staccarsi dalle pareti della ciotola
Ora rovesciatelo su una spianatoia infarinata e fate riposare per 40 minuti.
Dividete l’impasto in 3 parti: una più grossa per il corpo della colomba e la pasta rimanente in due parti uguali per le ali.
Avvolgete ogni pezzo delicatamente come ad ottenere dei cilindri
Mettete il pezzo più grande al centro dello stampo ed i due più piccoli, le due ali, ai lati.


Lasciate lievitare in forno spento con la luce accesa per circa 12 ore (alla mia sono bastate poco meno di 8 ore)


Versate la glassa ottenuta sulla colomba
Poi decorate con mandorle e granella di zucchero


Infornate a forno pre-riscaldato a 180 e cuocete per 50-60 minuti



Lasciate raffreddare la colomba completamente a testa in giù:
la colomba va infilzata con i ferri, poi capovolta appoggiando i ferri su dei libri, ad esempio.



 Servite la colomba di Pasqua il giorno dopo!









lunedì 13 aprile 2020

PIZZA AL FORMAGGIO UMBRA con lievito madre


 
Era il mese di maggio del 2019, al Rione Terra di Pozzuoli......eravamo tutte insieme dal nord al sud....eravamo serene e felici.
Ed era la prima volta che veniva a Pozzuoli la mamma di Anna Lisa Piccioni, la Sig. Lina, e portò la pizza al formaggio umbra.
Ora siamo distanti, ma vicine.
Anna Lisa ha pubblicato su Facebook la ricetta della mamma, io l'ho fatta con il mio lievito madre dopo aver cercato un po in giro sul web per le opportune modifiche.
Questa la mia versione 

INGREDIENTI

250 gr di pasta madre solida (rinfrescata 3-4 h prima)
400/425 gr di farina di forza (io ho usato la MANITOBA)
150 gr di parmigiano grattugiato
150 gr di pecorino grattugiato (il mio era romano)
250 gr di gruviera
50 gr di olio Evo
30 gr di strutto
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe
5 uova intere
100 ml di latte

Procedimento:
Iniziamo col preparare la pastella composta dai formaggi grattugiati e dalle uova, con sale, pepe e grassi (olio e strutto). Mescolate e lasciate riposare un poco così che si insaporisce.
Intiepidite leggermente il latte e fateci sciogliere la pasta madre, utilizzando la foglia della planetaria.
Una volta sciolto aggiungete alternando farina e pastella, sempre solo dopo che si è assorbito bene. Impastate fin quando non si incorda. Il composto ora è molto morbido e appiccicoso.
Prendetelo e rovesciatelo possibilmente su un ripiano di marmo o di vetro, così da non aggiungere ulteriore farina. Allargatelo con le mani, inserite i formaggi tagliati a cubetti e fate una sorta di piega per inglobarli.
Coprite con una ciotola a campana e fate riposare per 30 minuti.
Passato questo tempo, fate 3 pieghe a distanza di 10 minuti una dall'altra.
Prendete gli stampi da panettone da 1 kg. (non li avevo, né potevo comprarli, e non posso mostravi la foto, allora ho usato una teglia rotonda antiaderente del diametro di 28 cm., unta, per dolci).
Prendete l’impasto dopo l’ultima piega e inseritelo nello stampo, coprite con carta trasparente e attendete il raddoppio (io l’ho messo nel forno con un pentolino di acqua bollente per velocizzare la lievitazione).

Una volta raddoppiato, preriscaldate il forno a 200° e posizionate sul fondo un pentolino con acqua.
Raggiunta la temperatura infornate e lasciate il pentolino per 30 minuti circa, attenzione che non finisca l’acqua nel pentolino prima.
Continuate la cottura per altri 25-30 minuti. Se notate che la cupola diventa troppo colorita, copritela con della carta da forno.
Per assicurarvi che sia cotto, fate la classica prova stecchino, deve risultare asciutto (ovviamente la parte col formaggio sarà morbida). Ed ecco pronta la nostra Pizza al formaggio Umbra con pasta madre!!
Togliete dal forno e coprite con un canovaccio, mantenete la giusta umidità e rendiamo la crosta morbida e delicata.
Dopo 1 o 2 giorni risulterà ancora più saporita!




Così ieri a pranzo, nel nostro antipasto, Pozzuoli chiamava Deruta!!!!! 


venerdì 10 aprile 2020

ZUPPA DI COZZE- tradizione del giovedì santo



La zuppa di cozze con salsa forte di peperoni è un piatto tipico della cucina tradizionale napoletana. Un piatto povero nato nelle cucine reali di un sovrano napoletano. In passato veniva consumata nel tardo pomeriggio del giovedì santo prima dello “struscio”, una passeggiata in forma pomposa caratteristica di quella giornata. In pratica era la visita ai “sepolcri” allestiti nelle chiese, ma fino alla prima metà del Novecento assumeva un carattere di solennità. Un rituale molto articolato che partiva dallo sfoggio del “vestito nuovo” e diventava occasione di socializzazione e incontro.
 Le sue origini sono storico-romanzate più che frutto di una leggenda. Infatti i protagonisti di questa storia sono assolutamente coerenti con il loro vero carattere nella vita di tutti i giorni.
Primo fra tutti, Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli dal 1759 al 1816, con qualche interruzione. È famoso anche come il re lazzarone o il re nasone. E per non farsi mancare nulla anche come Ferdinando I delle Due Sicilie e Ferdinando III di Sicilia.
Quindi era uno ma diventava trino anche quando si metteva a tavola. Era un pozzo senza fondo. La sua voracità era causa di continue e disastrose indigestioni e coliche. Era ghiotto di tutto ma pare lo fosse in maniera particolare dei frutti di mare. Abitualmente li pescava lui stesso. Nei laghi Patria e Fusaro quelli più pregiati. Sugli scogli di Posillipo e Marechiaro quelli più comuni. E persino, non è una leggenda, cercava di vendere qualcosa a prezzi maggiorati. Insomma una sorta di Masaniello del XVIII secolo. Da buona forchetta non si limitava a rimpinzarsi soltanto ma esigeva ricette molto elaborate. Di conseguenza un piatto povero come la zuppa di cozze con ingredienti quali salsa forte di peperoni, aglio, olio, prezzemolo e pomodoro, mancava dei requisiti essenziali per arrivare sulla tavola del re. Invece, ironia della sorte, vi arrivò ideata dal re stesso. Una misura necessaria per non irritare padre Gregorio Maria Rocco. Il domenicano che gli aveva “intimato” di limitare la sua voracità almeno nella settimana santa.
Ferdinando era a suo modo molto religioso per cui non avrebbe mai trasgredito a cuor leggero agli obblighi del buon cristiano. Tanto più se questi obblighi gli venivano ricordati da padre Rocco che non era un monaco qualunque. Secondo Alessandro Dumas: a Napoli era più potente del sindaco, dell’arcivescovo e del re stesso.
Ferdinando era amante del quieto vivere e rifuggiva qualsiasi inutile contrasto per cui mai si sarebbe contrapposto al domenicano. D’altro canto un’intera settimana di sia pur limitata astinenza era una prova troppo dura per un epulone come lui. Si inventò quindi una soluzione di compromesso: ordinò ai suoi cuochi di “impoverire” per quella settimana i suoi sontuosi manicaretti. Tra questi una ricetta che aveva ideato lui stesso con le cozze che andava a pescare sugli scogli di Posillipo: le cozzeche dint’ ’a connola,(le cozze nella culla). La culla era un grosso pomodoro di Sorrento imbottito con cozze e un raffinato impasto ad hoc.
Per il giovedì santo i cuochi rimossero i mitili dalla ricca culla e li collocarono in una più modesta zuppa. Eppure il risultato fu superiore a qualsiasi aspettativa. Ferdinando ne fu entusiasta e come era sua abitudine trasmise questo entusiasmo ai nobili e ai funzionari di corte. Non alla regina Maria Carolina che detestava la cucina napoletana, pizza compresa. Ben presto il successo travalicò le mura del Palazzo e arrivò anche alla borghesia. Infine al popolo che però dovette accontentarsi di un surrogato: le lumache presero il posto delle più costose cozze nella identica zuppa. 
Per assaggiare la zuppa di cozze a Napoli  comunque non c’è bisogno di aspettare la settimana santa. Vi sono dei ristoranti tipici che, così come l’impepata di cozze, la servono tutti i giorni dell’anno. I più famosi si trovano nella zona della Ferrovia tra Porta Capuana e Porta Nolana ma è possibile trovarne diversi anche in altri punti della città.
Gli ingredienti che compongono la ricetta della zuppa di cozze alla napoletana sono pochi e semplici: cozze, pelati, aglio prezzemolo,salsa forte di peperone.

Queste le quantità per sei persone:Cozze 3 kg.,Pomidori pelati 6 etti,4 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva extravergine prima spremitura a freddo,pane biscottato o "freselle" spezzettate 6 etti,salsa forte di peperoni (‘o rrusso) 1 etto e mezzo,1/2 bicchiere di vino bianco secco,un gran ciuffo di prezzemolo lavato asciugato e tritato finemente,sale fino q.s.pepe nero macinato a fresco q.s.procedimento

PROCEDIMENTO

Lavare e spazzolare decisamente le cozze eliminando bisso ed incrostazioni; sistemarle in un ampio tegame "incoperchiato" con il trito di 2 agli mondati , senza aggiungere acqua o altro liquido ed a fuoco vivace farle aprire aggiungendo alla fine poco pepe nero macinato a fresco; prelevare dalle valve i frutti (2/3 del totale) sistemandoli in una terrina coperti con il liquido che le cozze, aprendosi avranno prodotto; tale liquido dovrà essere filtrato con un colino di garza a trama fitta per trattenere eventuali impurità.In un altro tegame fare dorare nell’olio altri due spicchi di aglio tritato, unire i pomodori pelati tagliati a pezzi, allungare con il mezzo bicchiere di vino e fate cuocere il tutto per dieci minuti, dopodiché aggiungere i mitili sgusciati e quelle con il guscio, con il loro liquido rilasciato precedentemente filtrato, e far restringere il sugo a fiamma vivace per cinque minuti. Sistemare sul fondo di ciotole possibilmente di coccio il pane biscottato o le freselle spezzettate e versarvi la zuppa cospargendo ogni porzione con il trito di prezzemolo ed irrorandole a filo con la salsa forte di peperone sciolta in un pentolino a fuoco dolce. 

Vini consigliati: secchi e profumati bianchi campani (Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.



sabato 14 gennaio 2012

SQUARCIO "COSTA CONCORDIA"

Pubblico la foto di" ENRICO RAMERINI" CGE FOTOGIORNALISMO in cui si vede lo squarcio che ha fatto affondare la "Costa Concordia" questa mattina nei pressi dell'isola del "Giglio"
Mi chiedo come sia possibile, con tutta la tecnologia che oggi abbiamo, che succedano queste cose.

lunedì 25 luglio 2011

25 luglio 2011: Terremoto vicino a Torino

Forte scossa di terremoto in Piemonte Magnitudo 4.3, tanta paura a Torino

L'epicentro nella zona di Villar Perosa, a pochi chilometri da Torino. Il sisma è stato avvertito anche ad Aosta. Al momento non sono stati segnalati danni





Sismografo (Ansa)
Sismografo (Ansa)

Torino, 25 luglio 2011 - Forte scossa di terremoto in Piemonte, chiaramente avvertito a Torino: non si conosce ancora la magnitudo. Secondo una prima stima raccolta ed in attesa di conferma ufficiale, il sisma sarebbe stato di magnitudo 4.3, a una profondità di 25 chilometri.

Le strumentazioni dell’Ingv hanno registrato la scossa alle 14,31. Le località prossime all’epicentro sono Cantalupa, Pinasca e Cumiana e Villar Perosa, a pochi chilometri da Torino.

La scossa è stata avvertita anche ad Aosta e in alcune zone della regione. Numerose sono le telefonate che giungono in questi minuti alla Centrale unica di soccorso regionale. Al momento non sono stati segnalati danni.( fonte presa da quotidiano.net)

giovedì 26 maggio 2011

BLOG AD IMPATTO ZERO

Aderisco con piacere a questa iniziativa e la segnalo a tutti voi
Sottocosto... etc..Cosa vuol dire essere “carbon neutral” ?



E’ il sogno dell’ecologia e significa eliminare l’anidride carbonica che si produce.

Come?
Piantando alberi nel mondo!

Bilancia il CO2 prodotto dal tuo blog (o sito): partecipa, pianta gratis 1 albero e trasforma il tuo blog in “carbon neutral”

“Il mio blog è carbon neutral" è un’iniziativa che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Noi piantiamo 1 albero per il tuo blog e in questo modo neutralizziamo la tua produzione di anidride carbonica per 50 anni!

Perchè http://www.doveconviene.it/co2neutral/pianta-un-albero sostiene l’iniziativa?

Il nostro lavoro - trasformare I volantini di carta in volantini digitali - aiuta a risparmiare carta e salvare gli alberi, adesso vogliamo aiutare anche a piantarne di nuovo !

venerdì 16 aprile 2010

3-4 luglio 2010-VITERBO week-end creativo

La vulcanica Susy del BLOG "leideedisusy.wordpress.com" ha organizzato questo fantstico week-end per tutte coloro che vogliono trascorrere due giorni creativi, dove anche Mariti, fidanzati e amici a vario titolo saranno più che benvenuti.
I corsi sono adatti sia per principianti sia per "esperte" quindi niente panico ci sarà la bravissima Susy a seguirvi.
Baci a tutti

giovedì 18 marzo 2010

Rimborso Iva su TARSU

La Cassazione ha finalmente stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani è di fatto una tassa e non una tariffa; di conseguenza hanno applicato l'iva su un importo dove non doveva essere applicata in quanto appunto "tassa". Pertanto tutti gli utenti hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi; inoltre controllando sul sito "federconsumatori" si evince che chi richiede il rimborso (che come al solito arriverà, lentamente ma arriverà) bloccherà di fatto l'iva sulle prossime fatture. Chi non lo fa si troverà a continuare a pagare tutto come prima perché, come capita solo in Italia, gente come anziani o fasce inferiori che non conoscono i loro diritti non ne usufruiscono "in automatico", ma solo se se ne accorgono e fanno richiesta.

Fate girare comunque tale comunicazione perché, come spesso avviene, i mezzi di comunicazione non ne parlano sufficientemente.







martedì 9 marzo 2010

Il SITO di Tombolo e altro

Buongiorno a tutti!!!!!!!!!!!!!
Questo post lo avevo iniziato a scrivere a Novembre poi.......sono successe tante cose e ho sempre rimandato la pubblicazione.
Oggi finalmente mi sono decisa.
Ebbene sì, c'è il sito di Tomboloealtro. L'idea mi frullava in testa già dalla scorsa estate ma volevo crearlo io per poterlo gestire da sola ed esserne completamente responsabile, ma alla fine mi sono affidata ad un "ESPERTO" e non vi sto a tediare su quello che mi è successo, per poi scoprire ......che aveva usato un programma semplicissimo.
Programma che ho acquistato e dopo moooooolte ore passata a capire su come rifare, il sito, così come era in linea, finalmente lo posso gestire da sola.
Quindi se vi và dategli un'occhiata.
Ci sono disegni per il tombolo gratis ogni mese, che invierò con piacere a chiunque me ne faccia richiesta.
A presto
Ciaooooooooooooo

sabato 20 febbraio 2010

Babà

Questa sera ho voglia di spignattare, ma non le solite cose da sabato sera.....tipo saltinbocca o pizza!!!!! Ho deciso di preparare una treccia rustica con prosciutto e provola e il Babà.
Per ora niente foto........l'impasto del panbrioche sta lievitando come il babà....quindi per ora accontentatevi della ricetta del Babà:

Per la pasta:


-latte: 17 cl


-lievito di birra: 1 cubetto


-zucchero: 70 gr.


-sale: 1 cucchiaino


-uova: 6
-farina: 450 gr.


-burro: 150 gr.


per lo sciroppo al rhum:


-acqua: 50 cl


-zucchero: 500 gr.


-rhum: 30 cl


Occorre uno stampo di 26 cm alto 15 cm.


-Preparare subito l'impasto.


-In una grossa ciotola sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido aggiungere lo zucchero, il sale, le uova, e metà della farina. Sbattere energicamente o con l'impastatrice a velocità media per circa 4 minuti, fino a quando il composto assumerà l'aspetto vellutato.


-Aggiungere il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti, sbattendo per altri 3 minuti, fino a quando si sarà ben amalgamato.


-Aggiungere la farina rimasta continuando a mescolare il composto non troppo energicamente, o con l'impastatrice a velocità minima, quindi mescolare ancora per 2 minuti fino a quando il composto si rassoderà.


-Versare l'impasto in uno stampo imburrato, pareggiandolo bene. Coprire con un telo pulito e lasciar lievitare in un luogo tiepido, al riparo di correnti d'aria per circa un ora e 30 minuti, fino a quando il composto arriverà a circa 1 cm. dal bordo dello stampo.Nel frattempo riscaldare il forno a una temperatura di circa 200°c.


-Con molta attenzione porre lo stampo sulla griglia del forno, senza farlo strisciare sulla griglia stessa, in quanto il composto potrebbe afflosciarsi. Cuocere per 30-35 minuti, fino a quando sarà diventato di un bel colore bruno dorato. Uno spiedino inserito nel centro del babà ne deve venire fuori asciutto.


-Togliere il dolce dal forno e sformarlo dopo 2 minuti. Lasciar raffreddare per circa 15 minuti.


-Nel frattempo preparare lo sciroppo al rhum.


-Far bollire l'acqua, il rhum e lo zucchero fino a quando quest'ultimo si sarà sciolto e lasciar raffreddare.


-Trascorsi 15 minuti, rimettere delicatamente il babà nello stampo e con un cucchiaio versarvi sopra poco alla volta lo sciroppo caldo. Continuare fino a quando premendo con un dito sulla superficie del babà fuoriuscirà dello sciroppo.


-Lasciar riposare il babà 2 ore prima di servirlo.

Ricetta presa dal sito ufficiale del Babà http://www.babà.it/
Ecco la foto del Babà che lievita


sabato 13 febbraio 2010

San Valentino

San Valentino


San Valentino è il patrono di Terni e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Protagonista di storie lontane, che sfiorano la leggenda, la fama di san Valentino ha superato gli oceani, scavalcando le montagne e attraversando i continenti. In Giappone e negli Stati Uniti, in America Latina come in Asia e in Oceania, San Valentino è il santo dell'Amore. Tutti sanno che il 14 Febbraio si festeggia San Valentino, la festa degli innamorati, ma poche persone conoscono la vera storia del vescovo e martire di cui Terni conserva le spoglie mortali.
San Valentino fu vescovo della città di Terni, ma i suoi miracoli lo resero famoso, ben oltre i confini dell'Impero. Perseguitato dal Senato romano San Valentino cadde martire il 14 febbraio del 273, sotto l'impero di Aureliano per aver celebrato il matrimonio tra una giovane cristiana ed un legionario pagano. Per questo motivo San Valentino divenne il protettore degli innamorati. Tutti chiedevano la benedizione nuziale di San Valentino , ricordata oggi dalla Festa della Promessa.
Ogni anno, nella basilica dedicata a San Valentino, i futuri sposi partecipano proprio a questa cerimonia, scambiandosi la loro promessa d'amore. Gli sposi che invece hanno già raggiunto un traguardo d'argento e d'oro, possono rinnovare l'impegno della loro promessa d'amore il giorno di San Valentino.

AUGURI A TUTTE LE PERSONE INNAMORATE DEL COMPAGNO/A, DELL'AMICIZIA, DELLA VITA , ECC., ECC.
INSOMMA AUGURI A TUTTI
Baci

sabato 6 febbraio 2010

Parole di legalità: votate

Grazie a mio figlio ho scoperto questo sito, dove i ragazzi delle scuole secondarie scrivone degli articoli. Articoli a cui si può dare un voto muovendo la barra in fondo alla pagina e poi cliccando su "Vota".
Se vi và potete dare un voto a quest'articolo......... chissà di chi è!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Grazie a tutti coloro che lasceranno un voto.
Baci

mercoledì 3 febbraio 2010

I figli

Gironzolando per il web mi è capitato di incappare nel blog di Paola.
Scrive delle poesie meravigliose ma mi ha colpito in particolare questa poesia sui figli, poesia che fa riflettere molto

"I tuoi figli non sono figli tuoi"


I tuoi figli non sono figli tuoi,

sono i figli e le figlie della vita stessa.

Tu li metti al mondo

ma non li crei.

Sono vicini a te,

ma non sono cosa tua.

Puoi dar loro tutto il tuo amore,

ma non le tue idee.

Tu puoi dare dimora al loro corpo,

ma non alla loro anima,

perché la loro anima abita

nella casa dell'avvenire

dove a te non è dato entrare

neppure in sogno.

Puoi cercare di somigliare a loro,

ma non volere che essi assomiglino a te,

perché la loro vita non ritorna indietro

e non si ferma a ieri.

Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani

Kahlil Gibran.



Quante verità, ma come è difficile per una mamma accettare queste verità...............

mercoledì 27 gennaio 2010

27 Gennaio, per non dimenticare MAI



Prima di tutto vennero a prendere gli zingari



e fui contento perchè rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei


e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.


Poi vennero a prendere gli omosessuali


e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.


Poi vennero a prendere i comunisti


ed io non dissi niente perchè non ero comunista.


Un giorno vennero a prendere me


e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht


martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO


ECCO COSA FARE
il 14 luglio sul tuo blog

1 - pubblica sul tuo blog il logo col megafono che vedi sopra:
2 - Titolo del post: "Oggi sciopero"
3 - Pubblica la tua foto col bavaglio, se puoi.
4 - Segnala il link a "Diritto alla Rete" per le nuove adesioni
Scrivi ad esempio: "Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà il 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Oggi 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tutti i blogger imbavagliati che hanno aderito.
L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.
Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.
Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).
Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.
Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.
Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

venerdì 10 luglio 2009

Ricordi attorno al "grembiule della nonna"


Il grembiule della nonna

Ti ricordi del grembiule della tua nonna? O della tua mamma ?
L'uso principale del grembiule della Nonna era di proteggere il vestito sotto di esso , ma oltre a ciò :
- Serviva da guanto per prendere una pentola bollente dai fornelli
- Era meraviglioso per asciugare le lacrime dei bimbi e in certe occasioni per pulire la "goccia da naso"
- Il grembiule serviva a trasportare dal pollaio le uova e ogni tanto i pulcini
- Quanto arrivavano visitatori, il grembiule serviva come nascondiglio per bimbi timidi
- Quando il tempo era fresco la Nonna ci si copriva le braccia.
- Questo buon vecchio grembiule serviva da " attizzatore " agitato sopra al fuoco di legna
- E' lui che trasferisce le patate e la legna secca in cucina
- Dall'orto serviva da cesto per numerosi legumi ; dopo che i fagiolini erano stati raccolti veniva il turno dei cavoli

- A fine stagione era utilizzato per raccogliere le mele cadute dall'albero
- Quando dei visitatori arrivavano all'improvviso era sorprendente vedere come questo vecchio grembiule poteva fare la polvere
- All'ora di servire il pasto la Nonna andava sulla scalinata agitando il suo grembiule e gli uomini nei campi sapevano immediatamente che dovevano andare a mangiare
- La Nonna l'utilizzava anche per posare la torta di mele appena uscita dal forno sul bordo della finestra affinché si raffreddasse; ai nostri giorni sua nipote la appoggia per scongelarla
Ci vorranno tanti lunghi anni prima che qualcuno possa inventare qualche oggetto che possa rimpiazzare questo bel vecchio grembiule che serviva a tante cose.


E ricordando le nostre Nonne, inviate questa storia a chi sa e a chi può apprezzarla :
la storia del grembiule della Nonna.

Questo testo non è mio ma è di Véronique del forum "forum des Piquées du fil" che l'ha ricevuto nella sua casella di posta e che ce ne fa partecipi; io l'ho raccolto sul blog di Pat che l'ha raccolto sul blog di Florence la quale non solo le ha dato il permesso di tradurlo e pubblicarlo ma le ha raccomandato di diffonderlo, e non posso che convenire con le sue parole che dicono " trovo questo testo commovente, mi ricorda veramente le mie nonne, una un po' più dolce, l'altra un po' più "dura" d'aspetto perché il suo cuore si scioglieva quando si trovava la breccia".
Questo post lo dedico alle mie NONNE che non ci sono più.
Le foto le ho prese in giro per il web ma prima o poi scannerizzerò tutte le foto che ho e potrò mettere le foto delle MIE NONNE