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lunedì 15 dicembre 2008

Terza domenica d'Avvento


La terza candela è chiamata la Candela dei pastori ed è la candela della gioia ( dovrebbe essere di colore gialla), poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella.
La terza domenica di Avvento è una domenica dai richiami forti: il Signore viene ed è urgente prepararsi affinchè egli ci trovi pronti. Ogni credente deve poter incarnare nella sua vita i temi propri dell'attesa, la preghiera, l'annuncio della parola, la purezza, la gioia.
Ogni credente deve poter annunciare la propria fede testimoniandola con la vita.
Giovanni Battista diviene il testimone di questa attesa. Contro ogni logica di sterili azioni rituali, chiuse e prigioniere in se stesse, incapaci di aprirsi al coraggio della vita, la parola di fede autentica suscita la volontà di un risveglio che porti coerentemente alla trasformazione della storia mentre si accoglie colui che viene.

I DOLCETTI DELL'AVVENTO
In Svizzera c’era, quando vivevo là, la tradizione di preparare i dolcetti natalizi in casa: ogni donna iniziava, con la prima domenica di Avvento, a confezionare i biscotti che necessariamente bisogna fare all’inizio di dicembre, i «Lebkuchen», perché hanno ingredienti particolari e sono duri appena preparati. Con il tempo e riposti in scatole di metallo, insieme a una mela che toglie l’umidità, si ammorbidiscono. Era quasi una gara quella che facevano le svizzere nel periodo di Avvento; si preparavano biscotti alla cannella e chiodi di garofano, al miele e alle noci, al cocco grattugiato e mirtilli rossi cotti sopra ostie di farina di riso; i cornetti alla vaniglia, con le nocciole, con il cioccolato, gli «Spitzbuben» (mascalzoncelli) con doppio strato di pasta unito da marmellata, fatta in casa,
naturalmente.
Da non dimenticare il “Zelten” che è un dolce tipico tirolese, ricco di frutta secca e come base ha la pasta di farina di segale. Per ornare l’albero di Natale tradizionale svizzero si preparavano dei biscotti a forma di angeli, di cuori, di pupazzo di neve, di stelle comete, di bambini, di animali, di ciambelline con nocciole e mandorle come ornamento.
Ricordo che anche la mia mamma preparava biscotti per giornate intere. Oltre che per addobbare l’albero, servivano per offrire agli ospiti che venivano a porgere gli auguri, ai bambini vicini di casa, agli amici. Diventava così una specie di scambio e di assaggio, per dare poi un voto a quella che era più brava, oltre che come dono augurale. Erano molto belli questi biscotti oltre che buoni; erano decorati in vari modi: con glasse multicolori per contornare le figure, con i confettini colorati per riempire il vestito di babbo Natale, con pinoli e mandorle pelate per ornare il bordo delle figure o i pinoli che formavano come un pizzo sull’abito delle bambine. I confettini argentati si adoperavano per riempire le stelle comete e gli angeli, le nocciole per decorare i biscotti a forma di alberi, e qui la fantasia di ognuno vada libera a pensare a quali e quanti biscotti ornamentali si potevano confezionare per mettere sull’albero di Natale. Ricordo che, insieme ai biscotti, sull’abete ci andavano anche le meline rosse e gialle, tutte dello stesso calibro, (ordine e precisione?). Anche le stelle ci metteva mia madre, preparate con steli di paglia e corda argentata. Un mese di fermento, per tutti, ripagati dalla felicità del Natale che arrivava con le note di «Stille Nacht, Heilige Nacht», con il profumo di incenso, con il profumo di resina che emanava l’imponente albero.
Purtroppo tutto questo, pian piano, va finendo. Le nuove generazioni non vogliono più perdere tempo: i biscotti si vanno a comperare dal pasticcere, sono poche le donne che preparano ancora i prelibati biscotti in casa. Le meline rosse e gialle vengono sostituite da palle di plastica fatte in Cina, l’albero è meglio se è finto così non perde gli aghi all’Epifania e non ha bisogno di acqua, alle candeline si preferiscono fili con lampadine colorate con luce intermittente.
Anche io mi sono adeguata, ma non vi nego che ricordo con nostalgia i tempi in cui ero piccola.

5 commenti:

Teresa ha detto...

ma questi dolcetti saranno buonissimi!!!!
....mmmhhhhh, potresti farmeli assaggiare....slurp!!!
e che dolce e calda atmosfera a casa tua
BUON NATALE!!!!

lamagagiò ha detto...

Per fortuna ci sono persone come te che fanno in modo che le tradizioni continuino ad esserci. Brava e grazie per aver partecipato al mio Candy...e per la pubblicità. In bocca al lupo!

PuntoCroce ha detto...

Ciao Mena, questo post è veramente magico e scritto con il cuore....
ti abbraccio
Maria Rosa

Pina ha detto...

ciao mena,
come sempre quando passi dal mio blog, hai belle parole x me...
grazie!
ti aggiungo tra i miei preferiti,seguiro' i tuoi aggiornamenti e deliziero' i miei occhi con i capolavori che pubblichi
baci

adamus ha detto...

Ciao, evviva le tradizioni popolari, che riscoprono e valorizzano le Nostre origini culturali.
buona giornata e grazie!